Scudo? NO, grazie. Firmato: Banca Etica
By admin at 1 ottobre, 2009, 2:20 pm
Banca Etica dice no allo scudo fiscale. No alla possibilità di trarre benefici dal flusso di capitali illecitamente detenuti e occultati all’estero che si apprestano a rientrare nel nostro Paese. Qualcuno dice saranno cento miliardi di euro, qualcuno anche di più. Una bella torta.
Ma c’è chi ha deciso di non correre per accaparrarsi la sua fetta, perché è una torta che nasconde veleni per chi vede le cose in un altro modo possibile, ed è appunto Banca Etica. Il suo no, bello forte, a ben guardare è un sì, ma alla coerenza.
Lo ha detto chiaramente, Banca Etica, e insieme a lei anche Etica sgr, l’unica società di risparmio gestito italiana che colloca sul mercato esclusivamente fondi SRI. Nel comunicato diramato pochi giorni fa, e che si può interamente consultare sul suo sito, Banca Etica ed Etica sgr dichiarano che “non accetteranno la raccolta di capitali che dovessero rientrare in Italia grazie allo “scudo fiscale” e di conseguenza non predisporrà alcuna misura commerciale e operativa al fine di attirare tali capitali o facilitarne il rientro”.
Una mosca bianca. Uno contro tutti. Proprio mentre schiere di consulenti finanziari, fiscali, intermediari, banchieri e bancari e chi più ne ha più ne metta, si stanno fregando le mani pensando a quanto potranno intascare grazie al giro d’affari che partirà intorno allo scudo.
Insomma, si usino i termini o le locuzioni che si preferiscono, ma Banca Etica ha fatto un passo, ha battuto un colpo, quello che su questo blog si chiedeva tempo fa agli operatori di finanza etica. Per dare un senso a quella parola, “etica”, di fronte a situazioni, casi, problemi, leggi, anche, che con l’etica hanno molto a che fare.
Le motivazioni addotte dalla banca patavina, che proprio in primavera ha compiuto i suoi primi dieci anni di vita, sono tanto chiare ed evidenti quanto semplici, cristalline direi. Si legge infatti nel comunicato che “I principi della Finanza Etica che ispirano per intero la nostra attività prevedono la piena tracciabilità del percorso del denaro e la provenienza lecita di quello che raccogliamo. Accettare capitali accumulati anche grazie al mancato rispetto delle leggi e che, al già grave reato di evasione fiscale, potrebbero sommare il falso in bilancio, sarebbe una violazione del nostro DNA e un tradimento dei clienti che ci scelgono quotidianamente in nome di un uso responsabile del denaro”. Tracciabilità del denaro, cioè sapere da dove viene e come è stato prodotto: un concetto semplice. E irrinunciabile per chi parla di responsabilità nell’uso del denaro.
Il NO di Banca Etica è stato notato e ripreso, ad esempio qui, qui e qui. E questo viene in un momento in cui in mezzo mondo si parla di finanza etica e sostenibile come via, strada maestra, almeno a livello di principi e metodi, per imboccare l’uscita dalla crisi. Ultimo in ordine di tempo il forum Economia3 che si è tenuto a Prato in questi gioni, dove si è parlato della differenza che passa tra la finanza senza regole e la finanza orientata al bene comune. E a pochissimi giorni, soprattutto, da un G20 dove si è discusso di nuove regole per la finanza internazionale, di lotta ai paradisi fiscali (che vanno a braccetto, lo sanno anche i sassi, col denaro di illecita provenienza). Regole. Per la finanza. Regole. Da ribadire, da intensificare, da applicare. Non da violare.
“Un tradimento dei clienti”, dice il comunicato. C’è altro da aggiungere? Direi di no.
Fonte: http://www.soldionline.it/blog/dituri/scudo-no-grazie-firmato-banca-etica
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